{"id":3029,"date":"2021-09-07T17:41:21","date_gmt":"2021-09-07T15:41:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.euroconsultitalia.it\/?p=3029"},"modified":"2021-09-07T17:41:21","modified_gmt":"2021-09-07T15:41:21","slug":"la-cina-preferisce-la-moda-made-in-italy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.euroconsultitalia.info\/index.php\/2021\/09\/07\/la-cina-preferisce-la-moda-made-in-italy\/","title":{"rendered":"La Cina preferisce la moda Made In Italy"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia segna un primato storico nelle sue relazioni commerciali con la Cina nell\u2019ambito del fashion. Secondo i dati forniti da <strong>Ice Pechino<\/strong>, e relativi al primo semestre dell\u2019anno (gennaio-giugno 2021), la Cina ha aumentato del 46% le importazioni di articoli di tessile-moda dal mondo, mettendo il made in Italy in corsia di \u2018sorpasso\u2019. Tanto che, per la prima volta, l\u2019Italia ha guadagnato il primo posto nella classifica dei principali Paesi esportatori di moda in Cina, superando la Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrando nel dettaglio dei dati, nei primi sei mesi dell\u2019anno, l\u2019import cinese di prodotti del sistema moda italiano \u00e8 aumentato del 96% rispetto allo stesso periodo del 2020 (che aveva risentito di un calo), arrivando a quota 6 miliardi di dollari e conquistando una quota di mercato del 12 per cento. La Francia, al secondo posto, si \u00e8 \u2018fermata\u2019 a un +58% a 5,6 miliardi di euro, valore che le consente di ottenere una quota di mercato pari all\u201911 per cento. Segue il Giappone (+22% a 5,1 miliardi di dollari), il Vietnam (+29% a 5 miliardi di dollari),\u00a0 e, considerando le top five tra i partner commerciali cinesi di prodotti moda, la Corea del Sud con un +18% a 3,6 miliardi di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I numeri si rivelano ancora pi\u00f9 interessanti se si considera lo storico dei semestri dal 2019 al 2021. Sempre secondo i dati raccolti da Ice Pechino, nel primo semestre nel 2019 il principale Paese da cui la Cina si approvvigionava sul fronte fashion era il Vietnam (4,1 miliardi di dollari), seguito dal Giappone (3,7 miliardi di dollari) mentre l\u2019Italia era al terzo posto con 3,4 miliardi di dollari. Un anno dopo, il primato era andato al Giappone (4,1 miliardi di dollari), seguito dal Vietnam (3,8 miliardi di dollari) e dalla Francia (3,5 miliardi di dollari). con l\u2019Italia scivolata al quarto posto con poco pi\u00f9 di 3 miliardi di dollari. Ecco che, quindi, l\u2019exploit del 2021 diventa ancora pi\u00f9 significativo, facendo in pratica balzare il made in Italy dal quarto al primo posto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro ai numeri si cela una situazione in divenire in Cina, con un trend che si era gi\u00e0 evidenziato tra fine 2020 e inizio 2021. La performance positiva \u00e8 infatti da ascrivere primariamente a fenomeni di \u2018introversione\u2019 dei consumi interni. La dinamica di questi ultimi non appare infatti esponenziale (nei sette mesi l\u2019aumento delle vendite di beni di consumo \u00e8 stato pari al 20,7% rispetto allo stesso periodo del 2020, con una crescita media nei due anni 2020-21 del 4,3%) e si mantiene ancora relativamente inerziale rispetto alla crescita dei fattori di offerta (produzione industriale, esportazioni). Di conseguenza, la spiegazione del fortissimo aumento degli acquisti dall\u2019Italia di prodotti tipici del modello di specializzazione internazionale tradizionale, soprattutto pelletteria, gioielleria, cosmetica e profumeria, abbigliamento, calzature, \u00e8 probabilmente da ricercare nel reindirizzamento dei consumi verso brand di lusso che ora vengono acquistati all\u2019interno mentre precedentemente si acquisivano in occasione di viaggi all\u2019estero. A ci\u00f2 si aggiunge anche l\u2019ormai celebre \u2018revenge spending\u2019 post lockdown.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono gli unici aspetti. L\u2019influenza della \u2018chiusura\u2019 di Hong Kong, tradizionale hub commerciale regionale per i beni di lusso, non \u00e8 un elemento di secondaria importanza. Precedentemente, tali prodotti venivano importati illegalmente in Cina continentale, ma ora, con le restrizioni logistiche, devono affiorare gioco-forza nelle statistiche di importazione. Il fenomeno \u00e8 particolarmente evidente soprattutto per la gioielleria.<\/p>\n<p>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.pambianconews.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">PAMBIANCONEWS<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Italia segna un primato storico nelle sue relazioni commerciali con la Cina nell\u2019ambito del fashion. Secondo i dati forniti da Ice Pechino, e relativi al primo semestre dell\u2019anno (gennaio-giugno 2021), la Cina ha aumentato del 46% le importazioni di articoli di tessile-moda dal mondo, mettendo il made in Italy in corsia di \u2018sorpasso\u2019. 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