{"id":3095,"date":"2021-09-21T17:41:05","date_gmt":"2021-09-21T15:41:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.euroconsultitalia.it\/?p=3095"},"modified":"2021-09-21T17:41:05","modified_gmt":"2021-09-21T15:41:05","slug":"usa-la-nuova-frontiera-dellagroalimentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.euroconsultitalia.info\/index.php\/2021\/09\/21\/usa-la-nuova-frontiera-dellagroalimentare\/","title":{"rendered":"USA. La nuova frontiera dell&#8217;agroalimentare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l\u2019accordo siglato lo scorso 15 giugno tra Stati Uniti ed Unione Europea dove si \u00e8 deciso di sospendere, per i prossimi cinque anni, le tariffe reciprocamente imposte nell\u2019ottobre 2019 nel contesto della controversia Airbus-Boeing, che durava da oltre 17 anni, le imprese esportatrici italiane possono brindare alla svolta. Si tratta di un provvedimento atteso in particolar modo dalle aziende del settore agroalimentare che mette cos\u00ec in salvo una lunga lista di specialit\u00e0 che, da ottobre 2019 a febbraio 2021, hanno subito dazi aggiuntivi del 25% sulle vendite verso gli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli USA rappresentano il principale mercato di sbocco per il <em>food &amp; beverage<\/em>\u00a0italiano al di fuori dei confini comunitari con un\u00a0<strong>valore di circa 4.8 miliardi di euro nel 2020<\/strong>. Nonostante il calo tendenziale dell\u2019export nel primo trimestre di quest\u2019anno (<strong>-6%<\/strong>\u00a0rispetto al corrispondente periodo del 2020), i dati ExportPlanning sul secondo trimestre stimano un incremento del\u00a0<strong>14%<\/strong>\u00a0per la domanda americana di prodotti italiani, mostrando quindi un netto recupero sui valori pre-pandemici e continuando lungo il trend di forte crescita iniziato nel 2010.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analizzando la dinamica tendenziale delle vendite negli Stati Uniti, si evince come la loro performance sia caratterizzata da una <strong>discreta omogeneit\u00e0<\/strong>\u00a0a livello geografico, mostrando risultati pi\u00f9 o meno in linea sull\u2019intero territorio americano. Ci\u00f2 \u00e8 riportato nel grafico di seguito, che mostra la dinamica della esportazioni italiane di prodotti alimentari verso gli USA, dal I trimestre 2020 al II trimestre 2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel secondo trimestre del 2021 importanti incrementi dell\u2019export si registrano soprattutto verso gli stati federali posizionati a Sud e sulla\u00a0<em>East Coast<\/em>, con vendite che segnano rispettivamente aumenti del\u00a0<strong>61.4%<\/strong>\u00a0e del\u00a0<strong>46.6%<\/strong>\u00a0rispetto al corrispondente periodo del 2020. Anche le esportazioni italiane verso il Midwest viaggiano su simili ritmi di crescita (<strong>+45%<\/strong>), rafforzando la propria tendenza positiva gi\u00e0 evidente nel corso dei due trimestri precedenti. Pi\u00f9 contenuto l\u2019aumento delle esportazioni verso gli stati dell\u2019Ovest (+11%), che tuttavia incontrano, nell\u2019arco del 2020, il calo meno brusco: soltanto nel III trimestre dello scorso anno esse registrano, infatti, una variazione col segno meno, soprattutto grazie al sostegno dalla domanda californiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito alle destinazioni geografiche dell\u2019export, le variazioni pi\u00f9 vivaci sono state registrate nel <strong>New Jersey<\/strong>, che conferma la sua leadership in quanto primo importatore di agroalimentare italiano, seguito da\u00a0<strong>Pennsylvania<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>California<\/strong>. Segnali piuttosto incoraggianti arrivano anche dai dati relativi al commercio con gli stati del Sud: fra i primi sei mesi del 2021 ed il corrispondente periodo del 2019, le esportazioni del Belpaese verso\u00a0<strong>Texas<\/strong>,\u00a0<strong>Georgia<\/strong>,\u00a0<strong>Tennessee<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Florida<\/strong>\u00a0sono aumentate rispettivamente di\u00a0<strong>53<\/strong>,\u00a0<strong>28<\/strong>,\u00a0<strong>21<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>19<\/strong>\u00a0milioni di euro, dimostrando una particolare dinamicit\u00e0 nel contesto nazionale. La maggiore flessione si registra invece nell\u2019<strong>Ohio<\/strong>, con un valore di importazioni diminuito di\u00a0<strong>7<\/strong>\u00a0milioni rispetto al 2019, mentre decrementi pi\u00f9 contenuti vengono riportati ad Ovest (<strong>Washington<\/strong>\u00a0ed\u00a0<strong>Oregon<\/strong>) e a Nord-Est (<strong>Vermont, New Hampshire, Connecticut<\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra i prodotti protagonisti delle vendite oltreoceano,\u00a0<strong>vino<\/strong>,\u00a0<strong>olio<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>formaggi<\/strong>\u00a0sono i pi\u00f9 amati dai consumatori americani. A trainare l\u2019export sono i vini fermi (1.2 miliardi di euro nel 2019), diffusi in modo omogeneo sull\u2019intero territorio, seguiti dallo spumante (404 milioni di euro), apprezzato in particolar modo da Pennsylvania e Hawaii (\u00e8 importante ricordare che i dazi USA in vigore da Ottobre 2019 non hanno riguardato i vini italiani, rimasti fuori dalla disputa commerciale, a differenza di quelli francesi e spagnoli). Al terzo e quarto posto troviamo rispettivamente olio d\u2019oliva (344 milioni di euro) e formaggi (296 milioni di euro). Di questi ultimi, circa i due terzi del totale esportato sono diretti nel New Jersey, primo importatore di prodotti caseari italiani. Tra gli altri beni, vale la pena menzionare la domanda di\u00a0<strong>pasta di grano duro<\/strong>\u00a0da parte di Illinois e Virginia, che nel 2019 ha toccato un massimo storico per entrambi gli stati (pari rispettivamente a 20 e 12 milioni di euro), e quella di\u00a0<strong>cioccolata<\/strong>\u00a0nel New Hampshire.<\/p>\n<p>Degni di nota sono infine i settori merceologici che, nel primo semestre di quest\u2019anno, hanno mostrato i ritmi di crescita pi\u00f9 significativi. Fra questi troviamo:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">il comparto dei\u00a0<strong>dolci e dolciumi<\/strong>(+80% rispetto al primo semestre del 2019): in particolare, l\u2019export di gelati verso la Pennsylvania \u00e8 passato dai 2 ai 17 milioni di euro;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">il comparto dei\u00a0<strong>biscotti e prodotti da forno\u00a0<\/strong>(+73%), con le esportazioni di cialde e cialdine che toccano il massimo storico di 30 milioni di euro;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">il comparto della\u00a0<strong>carne<\/strong>e del\u00a0<strong>pesce\u00a0<\/strong>(+60%): le vendite di carne di suini in New Jersey sono pi\u00f9 che raddoppiate in due anni (da 18 a 42 milioni di euro)<\/li>\n<\/ul>\n<p>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.bperestero.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">BPER ESTERO<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo l\u2019accordo siglato lo scorso 15 giugno tra Stati Uniti ed Unione Europea dove si \u00e8 deciso di sospendere, per i prossimi cinque anni, le tariffe reciprocamente imposte nell\u2019ottobre 2019 nel contesto della controversia Airbus-Boeing, che durava da oltre 17 anni, le imprese esportatrici italiane possono brindare alla svolta. 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