Dopo quasi dieci anni di negoziati, l’Unione Europea e l’Indonesia hanno finalmente raggiunto un’intesa storica. Il 23 settembre 2025 è stato annunciato il completamento dei negoziati per un Accordo di partenariato economico globale (CEPA), frutto di un lungo percorso diplomatico culminato nell’intesa politica siglata a luglio tra Ursula von der Leyen e il presidente indonesiano Prabowo Subianto.
La svolta è stata favorita anche dal clima di tensione commerciale con gli Stati Uniti, che negli ultimi anni hanno imposto dazi pesanti sia sulle merci europee sia su quelle indonesiane. Questo scenario ha spinto Bruxelles e Giacarta a rafforzare la cooperazione, con l’obiettivo di ridurre i costi di approvvigionamento e garantirsi un accesso più stabile a mercati strategici.
Il cuore dell’accordo è rappresentato dalla graduale eliminazione delle barriere tariffarie: l’80% dei prodotti europei diretti in Indonesia sarà subito esente da dazi doganali, mentre il restante 18% sarà liberalizzato nell’arco di cinque anni. Si tratta di una misura che potrebbe dare nuovo slancio all’export europeo in un mercato da oltre 270 milioni di consumatori.
Ad oggi, il saldo commerciale tra Europa e Indonesia resta negativo: nel 2024 il divario ha superato i 7 miliardi di euro, a favore di Giacarta. Tuttavia, negli ultimi anni le esportazioni europee hanno registrato una crescita costante, trainate soprattutto da farmaceutica e macchinari industriali (caldaie, turbine, motori, macchine per l’alimentare e movimento terra).
Dall’Indonesia, invece, l’Europa importa principalmente olio di palma, calzature, abbigliamento e minerali metalliferi. Una struttura commerciale che l’accordo punta a riequilibrare, aprendo spazi di crescita per i produttori europei e garantendo al contempo un flusso più sicuro di materie prime essenziali.
Per il comparto agroalimentare europeo, l’accordo rappresenta una svolta significativa. L’abbattimento dei dazi, oggi compresi tra il 5% e il 30%, riguarderà prodotti come:
- latticini,
- carni lavorate,
- cioccolato, dolci e conserve.
In parallelo, l’UE si impegna a ridurre i dazi su alcune importazioni indonesiane, mantenendo però protezione per i settori più sensibili: riso, zucchero, banane fresche, uova ed etanolo resteranno esclusi dalla liberalizzazione. A beneficiare saranno invece i comparti complementari all’offerta europea, come l’olio di palma, considerato risorsa strategica per l’industria alimentare e cosmetica.
L’accordo ha un impatto rilevante anche sul fronte industriale: Giacarta si impegna infatti a eliminare i dazi elevati su automotive, macchinari, apparecchiature elettriche e prodotti chimico-farmaceutici.
Particolare attenzione è rivolta alle materie prime critiche, fondamentali per la transizione digitale e verde europea. L’Indonesia, tra i principali produttori mondiali di nichel e cobalto, diventa così un partner chiave per la sicurezza delle catene di fornitura necessarie alla produzione di batterie e acciaio inossidabile.
Il CEPA non si limita alla liberalizzazione tariffaria: prevede anche la creazione di un quadro favorevole agli investimenti europei, in particolare nei settori dei veicoli elettrici, dell’elettronica e della farmaceutica. Sul piano della sostenibilità, l’accordo include impegni vincolanti in materia di ambiente, lavoro e clima, in linea con l’Accordo di Parigi. Una scelta che intende bilanciare competitività economica e responsabilità sociale, con un occhio al delicato tema della produzione di olio di palma.
Dopo l’intesa con il Mercosur, l’accordo con l’Indonesia rafforza ulteriormente la strategia europea di diversificazione dei partner commerciali. Bruxelles punta infatti a ridurre la dipendenza da un numero ristretto di mercati e ad ampliare le alleanze, soprattutto nel contesto asiatico dove l’ASEAN rappresenta un interlocutore cruciale sin dagli anni Settanta. Con questa firma, l’UE consolida la propria presenza in uno dei mercati più dinamici del Sud-est asiatico e si garantisce nuove opportunità per l’export, ma soprattutto catene di approvvigionamento più sicure e resilienti, indispensabili per sostenere la competitività delle imprese europee e accelerare la doppia transizione verde e digitale.