Dopo oltre otto anni di negoziati, conclusi ufficialmente il 24 marzo 2026 a Canberra, l’Unione Europea e l’Australia hanno raggiunto un accordo commerciale di portata storica. L’intesa rappresenta non solo un importante risultato economico, ma anche un tassello fondamentale della strategia europea per rafforzare la propria presenza nella regione indo-pacifica, oggi uno dei principali motori della crescita globale. Parallelamente, le due parti hanno avviato anche un innovativo partenariato in materia di sicurezza e difesa e concordato la partecipazione dell’Australia al programma di ricerca Horizon Europe, rafforzando ulteriormente una cooperazione basata su valori condivisi in un contesto geopolitico caratterizzato da crescente incertezza.
L’Australia, con un PIL di circa 1.700 miliardi di euro, si conferma la principale economia dell’Oceania e un partner commerciale strategico per l’UE. Le relazioni economiche tra i due blocchi sono già solide e il nuovo accordo mira a rafforzare ulteriormente questi scambi, con una crescita prevista delle esportazioni europee fino al 33% nel prossimo decennio, per un valore stimato di circa 17,7 miliardi di euro annui.
L’accordo prevede inoltre forti impegni in materia di sostenibilità e garantisce che le importazioni nell’UE siano più allineate alle norme di produzione dell’UE in materia di clima, ambiente e benessere degli animali.
Il cuore dell’accordo consiste in una liberalizzazione ampia e progressiva degli scambi commerciali. È prevista infatti l’eliminazione dei dazi su oltre il 99% dei prodotti scambiati tra le due economie, con un abbattimento immediato delle tariffe sul 97,6% delle esportazioni europee. Questo comporterà un risparmio superiore a 1 miliardo di euro all’anno per le imprese europee, destinato a crescere nel tempo.
I benefici saranno particolarmente rilevanti in alcuni settori chiave: si prevede un aumento significativo delle esportazioni di veicoli (+52%), prodotti lattiero-caseari (+48%) e prodotti chimici (+20%). Anche comparti agroalimentari come vini, spumanti, cioccolato e prodotti dolciari beneficeranno della completa eliminazione dei dazi.
Allo stesso tempo, l’intesa tiene in considerazione le esigenze di tutela dei produttori agricoli europei. Per i comparti più sensibili — come carne bovina, ovina e caprina, zucchero, alcuni prodotti lattiero-caseari e riso — l’accesso al mercato europeo sarà consentito solo in quantità limitate e attraverso contingenti tariffari attentamente definiti, con dazi ridotti o azzerati.
Inoltre, è previsto un meccanismo di salvaguardia bilaterale che permetterà all’UE di intervenire qualora un aumento significativo delle importazioni australiane dovesse arrecare danni al mercato interno. Questo strumento rappresenta un’ulteriore garanzia per la protezione degli agricoltori europei e della stabilità del settore.
L’Accordo proteggerà inoltre 165 indicazioni geografiche (IG) agricole e alimentari e 231 indicazioni geografiche per bevande spiritose.
L’UE e l’Australia hanno concordato anche un accordo bilaterale che aggiorna l’elenco delle indicazioni geografiche dei vini dell’UE e delle menzioni tradizionali protette in Australia. Sulla base del precedente accordo, tutte le IG del vino UE – compresa l’aggiunta delle 50 nuove IG del vino provenienti da 12 diversi Stati membri – saranno protette.
Oltre alla riduzione dei dazi, l’accordo interviene sulle cosiddette barriere non tariffarie, che spesso rappresentano un ostacolo rilevante per le imprese. In particolare:
• verranno riconosciute le certificazioni europee, evitando duplicazioni nei test;
• saranno accettati i certificati di omologazione UE per molti veicoli;
• sarà ridotta la tassazione australiana sulle auto di lusso (Luxury Car Tax), soprattutto per i veicoli elettrici;
• verranno stabilite regole avanzate sui flussi di dati, vietando l’obbligo di localizzazione.
L’accordo prevede inoltre un’apertura significativa del mercato australiano dei servizi, inclusi settori strategici come finanza e telecomunicazioni, e garantirà alle imprese europee un maggiore accesso agli appalti pubblici australiani.
Un ulteriore elemento di rilievo è rappresentato dalle misure a favore delle piccole e medie imprese, con un capitolo dedicato volto a facilitare la loro partecipazione agli scambi internazionali.
L’intesa favorisce anche la mobilità dei professionisti: l’Australia introdurrà quote annuali per l’ingresso di lavoratori qualificati europei, tra cui ingegneri e ricercatori. Questo contribuirà a rafforzare la cooperazione in ambito tecnologico e scientifico e a stimolare l’innovazione in entrambi i mercati.
L’accordo rafforza la posizione competitiva delle imprese europee nei settori ad alta tecnologia, dove la domanda australiana è particolarmente elevata. Tra i principali prodotti esportati dall’UE figurano farmaci e prodotti sanitari, seguiti da automotive e macchinari industriali.
L’accordo integra impegni vincolanti in materia di sostenibilità ambientale e sociale, in linea con l’Accordo di Parigi e gli standard dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Tali impegni mirano a garantire condizioni di concorrenza eque per i lavoratori e una maggiore convergenza normativa su clima, ambiente e benessere animale.
Un aspetto strategico riguarda inoltre l’accesso alle materie prime critiche, come litio, manganese e alluminio. L’accordo facilita l’accesso dell’UE alle materie prime critiche australiane garantendo all’UE approvvigionamenti stabili. Inoltre, grazie a specifiche disposizioni in materia di ambiente e sicurezza, tali materie saranno estratte in modo sostenibile.
L’Accordo si configura, quindi, come uno strumento di integrazione economica avanzata che non si limita al semplice abbattimento doganale ma mira ad aumentare la competitività europea e consolidare il ruolo dell’UE nello scenario economico e geopolitico globale.