Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) ha emanato un nuovo decreto che disciplina la costituzione, il riconoscimento e il funzionamento dei Consorzi di tutela delle Dop e Igp, adeguando la normativa italiana alle disposizioni del Regolamento UE 2024/1143.

L’obiettivo è rafforzare la tutela delle eccellenze agroalimentari italiane e valorizzare il lavoro degli operatori delle filiere produttive.

Il decreto definisce con precisione quali soggetti possono aderire ai Consorzi, tra cui agricoltori, allevatori, trasformatori, confezionatori e altri operatori regolarmente inseriti nel sistema di controllo delle singole denominazioni. Viene inoltre riconosciuto un ruolo centrale ai produttori agricoli, ai quali deve essere garantita una rappresentanza minima del 66% negli organi decisionali, come l’Assemblea e il Consiglio di amministrazione.

Tra le principali novità figura la possibilità di costituire Consorzi multi-Dop e multi-Igp, favorendo la collaborazione tra diverse denominazioni presenti nello stesso territorio e consentendo una gestione più efficiente delle risorse, pur mantenendo l’autonomia decisionale di ciascun prodotto tutelato. Il sistema di voto sarà basato sulla quantità di prodotto certificato realizzata nell’anno precedente, assicurando una rappresentanza proporzionata al reale peso produttivo dei soci.

Il provvedimento chiarisce anche il regime dei contributi economici: le spese per attività istituzionali quali promozione, tutela e vigilanza contro le frodi saranno sostenute da tutti gli operatori che utilizzano la denominazione, indipendentemente dall’iscrizione al Consorzio. Le attività aggiuntive, invece, saranno finanziate esclusivamente dai soci consorziati.

Particolare attenzione è dedicata al ricambio generazionale e all’ingresso di nuove imprese. I Consorzi potranno prevedere riduzioni delle quote per i giovani agricoltori e per le microimprese che aderiscono per la prima volta al sistema Dop o Igp. Inoltre, chi versa il contributo di avviamento sarà esonerato dal pagamento dei contributi consortili ordinari per il primo anno di attività.

Con queste misure il Masaf punta a rendere più trasparente e inclusiva la gestione delle denominazioni di qualità, sostenendo al tempo stesso sviluppo territoriale, sostenibilità e turismo enogastronomico.