Il Fondo di Competitività delle Imprese è uno strumento finanziario della Regione Autonoma della Sardegna, nell’ambito della Programmazione Unitaria 2024-2029, del PR Sardegna FESR 2021-2027 e del PN JTF Italia 2021-2027 – Piano Territoriale Sulcis. Gestito da SFIRS S.p.A., sostiene Piani di Investimenti realizzati in Sardegna mediante prestiti a condizioni di mercato.
La misura mira a favorire la crescita sostenibile e la competitività delle imprese, la creazione di occupazione, la diversificazione dell’economia locale, in particolare nel Sulcis Iglesiente, e l’accesso al credito per imprese che non riescono a reperire sufficienti finanziamenti sul mercato.

La dotazione complessiva è di 42,5 milioni di euro, così suddivisa:
• € 20 milioni – PR Sardegna FESR 2021-2027;
• € 2,5 milioni – PN JTF Italia 2021-2027;
• € 20 milioni – risorse regionali.
La dotazione potrà essere integrata successivamente in funzione del fabbisogno e della disponibilità di ulteriori risorse.

Possono accedere al Fondo le Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) e Grandi Imprese (GI) che intendano realizzare un Piano di Investimenti in una o più unità produttive ubicate in Sardegna.
Per le Grandi Imprese, il documento specifica che il finanziamento è possibile esclusivamente a valere sulle risorse regionali.

L’impresa deve, tra l’altro:
• essere regolarmente costituita e iscritta al Registro delle Imprese;
• disporre di un’unità produttiva in Sardegna oppure impegnarsi ad attivarla secondo le condizioni previste dall’Avviso;
• essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti;
• non trovarsi in procedure di liquidazione o altre procedure concorsuali incompatibili con l’accesso alla misura;
• rispettare la normativa in materia di lavoro, sicurezza, contribuzione, antiriciclaggio, edilizia, urbanistica, paesaggio e ambiente.
Sono inoltre previste specifiche cause di esclusione, tra cui lo stato di impresa in difficoltà, determinate irregolarità fiscali e contributive, procedure esecutive, mancata restituzione di contributi pubblici oggetto di recupero e altre condizioni indicate dall’Avviso.

Il Piano di Investimenti può riguardare:

  1. creazione di una nuova azienda;
  2. creazione di una nuova unità produttiva;
  3. ampliamento della capacità di un’unità produttiva esistente;
  4. diversificazione di un’unità produttiva esistente;
  5. ristrutturazione di un’unità produttiva esistente;
  6. acquisizione di un’unità produttiva esistente che sarebbe stata chiusa in assenza dell’intervento, con l’obiettivo di salvaguardare, anche parzialmente, l’occupazione e rilanciare l’attività;
  7. reindustrializzazione/riattivazione attraverso il riutilizzo di immobili in disuso, dismessi o in corso di dismissione, oppure appartenenti a società sottoposte a procedure concorsuali, liquidazione o procedure esecutive immobiliari;
  8. riattivazione di un’azienda o ramo d’azienda per lo svolgimento di un’attività uguale o funzionalmente analoga/complementare a quella precedente.
    I Piani devono essere organici e funzionali e non possono riguardare esclusivamente la realizzazione o l’acquisto di terreni e/o immobili. È tuttavia possibile presentare un Piano composto esclusivamente da impianti, macchinari, attrezzature, mobili e arredi, purché organico, funzionale e riconducibile a una delle tipologie di investimento previste.
    Gli investimenti devono essere realizzati in una o più unità produttive localizzate in Sardegna e rispettare, tra gli altri, i principi DNSH – Do No Significant Harm e, ove applicabile, di climate proofing.

Il Piano di Investimenti deve essere completato entro 36 mesi. Per giustificati motivi può essere richiesta una proroga di massimo 6 mesi.

Il Fondo finanzia costi relativi a investimenti materiali e immateriali.
In particolare, tra gli investimenti materiali rientrano:
• terreni;
• immobili;
• impianti;
• macchinari;
• attrezzature.
Tra gli investimenti immateriali rientrano, secondo le definizioni dell’Avviso:
• brevetti;
• licenze;
• know-how;
• altre forme di proprietà intellettuale.
Sono inoltre finanziabili, in relazione alle specifiche operazioni immobiliari, alcuni costi connessi a:
• eliminazione di abusi edilizi, vizi e irregolarità sanabili;
• ristrutturazione;
• messa in sicurezza e/o a norma;
• ampliamento dell’immobile, entro il limite del 20% della dimensione dell’immobile;
• messa in sicurezza e/o a norma di impianti e macchinari specifici, esclusivamente nei casi di riattivazione di un’azienda o di un ramo d’azienda.
Per tali interventi è richiesta specifica documentazione tecnica, progettuale e il computo metrico estimativo, con valutazione di congruità nell’ambito della perizia di stima.

Non sono invece finanziabili, nel caso di leasing finanziario di azienda o ramo d’azienda, tra gli altri: brevetti, software, arredi, automezzi, macchinari e attrezzature generiche, scorte di magazzino, avviamento e perizie.

L’agevolazione consiste in un finanziamento pubblico rimborsabile, non in un contributo a fondo perduto. L’importo del finanziamento varia da un minimo di € 100.000 ad un massimo di € 5.000.000.
Il finanziamento può essere concesso attraverso:
• leasing finanziario immobiliare;
• sale and lease-back finanziario immobiliare;
• mutuo assistito da garanzie reali e/o personali;
• leasing finanziario d’azienda o di ramo d’azienda.

I prestiti sono concessi a condizioni di mercato, con tasso fisso determinato assumendo come parametro base il tasso EURIRS riferito alla durata dell’operazione, maggiorato dello spread determinato secondo la metodologia prevista dalla normativa europea.
Il finanziamento non è quindi un finanziamento agevolato in senso tradizionale, poiché il Fondo opera a condizioni di mercato e non configura un aiuto di Stato in capo all’impresa destinataria.
Per il mutuo, il finanziamento non può superare il 75% del Piano di Investimenti.

Le domande di accesso al Fondo possono essere presentate dalle ore 12:00 del giorno 24 settembre 2026 e fino alle ore 12:00 del 30 giugno 2027.
La presentazione è possibile fino alla scadenza, salvo chiusura anticipata dello sportello.
La procedura è valutativa a sportello: le domande vengono valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione, nei limiti delle risorse disponibili.