Le Regioni stanno rafforzando gli strumenti a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese – soprattutto delle PMI- con un approccio sempre più orientato alla costruzione di percorsi export strutturati e non soltanto alla partecipazione a fiere.
Le recenti misure regionali mostrano un’evoluzione significativa degli strumenti a disposizione delle imprese che vogliono sviluppare la propria presenza sui mercati esteri.
Accanto ai tradizionali contributi per la partecipazione a fiere internazionali, stanno infatti aumentando gli interventi dedicati a percorsi più strutturati: analisi di mercato, formazione, Temporary Export Manager, scouting commerciale, incontri B2B, missioni imprenditoriali, digital export e attività di follow-up.
L’obiettivo è accompagnare le PMI nella costruzione di una presenza commerciale più stabile e non limitarsi a finanziare singole iniziative promozionali.
Le esperienze più recenti di diverse Regioni italiane confermano questa tendenza:
- EMILIA-ROMAGNA – “Digital Export 2026-2027”
Una dotazione di circa 1,12 milioni di euro sostiene le MPMI manifatturiere con un contributo del 50%, fino a 20.000 euro. I progetti devono comprendere almeno due ambiti di attività, tra cui obbligatoriamente il Digital Marketing: sono finanziabili anche Temporary Export Manager, analisi dei mercati, certificazioni, formazione e fiere internazionali. Le domande sono previste dal 28 settembre al 5 ottobre 2026.
- FRIULI VENEZIA GIULIA – Contributi per l’internazionalizzazione
La Regione ha previsto oltre 4 milioni di euro, con contributi fino al 50% della spesa e un massimale di 100.000 euro per progetto. Tra le attività finanziabili: fiere, marketing internazionale, studi di mercato, Temporary Export Manager, export manager, scouting commerciale, e-commerce e digital export. La finestra 2026 si è già chiusa, ma la misura rappresenta un’opportunità da monitorare per le prossime edizioni.
- LOMBARDIA – “Export su Misura 2026”
La misura mette a disposizione 862.500 euro per accompagnare fino a 75 PMI in percorsi personalizzati di internazionalizzazione. Sono previsti formazione sui mercati target, piano strategico, matchmaking con potenziali partner, 4-6 incontri B2B, missione commerciale e follow-up. I mercati individuati sono: Danimarca, Francia, Marocco, Polonia, Regno Unito, Romania, Spagna e Turchia. Le candidature sono aperte dal 2 settembre fino al 9 ottobre 2026.
- SARDEGNA – Strategia di internazionalizzazione 2026-2028
La Regione sta sviluppando un programma pluriennale di sostegno al “Sistema Sardegna”, attraverso iniziative rivolte a specifici mercati, eventi e collettive internazionali. Nel 2026 sono stati attivati, tra gli altri, interventi per la partecipazione a SMAU Stoccolma e alla collettiva regionale FOODEX JAPAN 2027. La relativa finestra di candidatura è rimasta aperta dal 5 agosto al 31 agosto 2026.
- UMBRIA – Contributi per le fiere internazionali
L’intervento sostiene la partecipazione delle PMI a manifestazioni fieristiche internazionali, in Italia e all’estero. Il contributo può arrivare al 70% delle spese ammissibili per alcune categorie di imprese, tra cui neo-esportatori e microimprese, mentre per le altre imprese è generalmente pari al 50%. Anche questa finestra si è già chiusa nel 2026.
- VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA E TRENTINO – “Internazionalizzazione Sistema Nord Est 2026”
Le tre Regioni hanno scelto un approccio di sistema, mettendo in comune risorse (100.000 euro ciascuno) e attività per promuovere il territorio sui mercati internazionali. Il progetto concentra l’attenzione soprattutto sui Balcani occidentali, Serbia e area istriana, attraverso analisi di mercato, formazione, missioni e iniziative promozionali.
Gli interventi dedicati alle fiere continuano ad avere un ruolo importante, soprattutto per le imprese che si affacciano per la prima volta sui mercati internazionali, ma la vera novità è nell’approccio: le risorse pubbliche premiano sempre più programmi di internazionalizzazione strutturati, misurabili e orientati al medio periodo.
Per un’impresa che vuole crescere all’estero, questo significa una cosa molto concreta: non aspettare la pubblicazione del bando per iniziare a progettare il proprio percorso export. Individuare i mercati prioritari, definire il budget, scegliere i canali commerciali, pianificare le attività digitali, selezionare fiere e partner locali e stabilire obiettivi misurabili consente di essere pronti quando si presenta l’opportunità di finanziamento.