Il settore automotive si prepara a una nuova fase di sostegno agli investimenti. Con il decreto firmato il 7 settembre 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha attivato 300 milioni di euro destinati ai mini contratti di sviluppo per la filiera automotive, nell’ambito della programmazione del Fondo Automotive 2026-2030.
La misura nasce con l’obiettivo di accompagnare la trasformazione industriale del comparto e, in particolare, la transizione verso una mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura, in coerenza con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti.

I programmi di investimento potranno riguardare lo sviluppo, l’ingegnerizzazione, il testing e la produzione di nuovi veicoli e soluzioni di mobilità, oltre a sistemi di alimentazione e propulsione a basse emissioni. Sono inoltre compresi interventi per lo sviluppo di parti, componenti, sistemi e tecnologie avanzate destinati alla mobilità sostenibile e iniziative di diversificazione e riconversione industriale verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo.
Accanto agli investimenti produttivi, potranno essere finanziati anche progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale connessi al programma di investimento, nonché percorsi di formazione del personale, entro il limite del 10% dell’investimento complessivo.
Particolare attenzione è riservata alla composizione della platea dei beneficiari. Il 60% delle risorse è destinato ai programmi proposti dalle PMI, con un’ulteriore quota pari a un quarto della riserva riservata alle micro e piccole imprese. Un ulteriore 40% è destinato agli investimenti realizzati negli stabilimenti del Mezzogiorno, nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Sono inoltre previste due specifiche riserve, entrambe pari al 10% delle risorse, rispettivamente per le imprese in possesso del rating di legalità e per quelle dotate della certificazione della parità di genere.

Dal punto di vista dell’intensità dell’aiuto, le agevolazioni potranno raggiungere complessivamente il 75% delle spese ammissibili, attraverso una combinazione di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato. Le imprese potranno presentare le candidature singolarmente oppure in forma congiunta, fino a un massimo di cinque partecipanti.
La misura si inserisce nella più ampia riprogrammazione del Fondo Automotive 2026-2030, che ha destinato circa 1,3 miliardi di euro al comparto, prevedendo risorse anche per gli Accordi per l’innovazione. Per i mini contratti di sviluppo, il decreto individua programmi di investimento di dimensione compresa tra 5 e 20 milioni di euro.
Restano tuttavia da definire alcuni elementi operativi. Il decreto direttoriale successivo dovrà stabilire termini e modalità di presentazione delle domande, mentre non risultano ancora definiti, alla data delle fonti analizzate, le soglie minime e massime di investimento e la procedura di accesso. Le domande saranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione e il provvedimento di concessione è previsto entro 120 giorni dalla ricezione dell’istanza da parte del soggetto gestore Invitalia.

Per le imprese della filiera automotive, dunque, i 300 milioni rappresentano una nuova opportunità per programmare investimenti legati alla trasformazione tecnologica e produttiva, ma sarà necessario attendere la disciplina attuativa per conoscere nel dettaglio modalità e tempistiche di accesso. La firma del decreto segna, in ogni caso, l’avvio operativo di uno degli strumenti individuati per accompagnare la filiera italiana nella transizione verso i nuovi modelli di mobilità.