Il Ministero del Made in Italy (MIMIT), sostiene nuovi progetti di ricerca e sviluppo di rilevante impatto tecnologico nella filiera automotive, finalizzati allo sviluppo di tecnologie avanzate per una mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura, attraverso questa misura coerente con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni.

Possono accedere alle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione, in possesso di almeno due bilanci approvati, che svolgono attività industriali, artigiane o di servizi all’industria, nonché attività di ricerca, secondo i requisiti previsti dalla disciplina attuativa.

I progetti possono essere presentati anche in forma congiunta, fino a un massimo di cinque soggetti co-proponenti, inclusi, nei casi previsti, Organismi di ricerca. Le attività progettuali devono essere realizzate presso una o più unità locali situate in Italia.

Sono ammissibili progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale diretti alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi, oppure al significativo miglioramento di quelli esistenti, con rilevante impatto tecnologico e ricadute sulla filiera automotive.

Gli interventi devono rientrare in una delle seguenti aree:

•  Sviluppo, ingegnerizzazione, testing e produzione di nuovi veicoli e soluzioni di mobilità, nonché di sistemi di alimentazione e propulsione che migliorino l’efficienza e riducano le emissioni.

•  Sviluppo di componenti, sistemi e tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura.

•  Diversificazione e riconversione industriale di imprese della filiera automotive verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo, anche a potenziale dual-use, purché tecnologicamente o funzionalmente interoperabili con la mobilità sostenibile.

I progetti devono prevedere costi ammissibili compresi tra 5 milioni e 40 milioni di euro, una durata compresa tra 18 e 36 mesi e devono essere avviati dopo la presentazione della domanda. Per le imprese, i costi di progetto non possono inoltre superare il 60% della media del fatturato degli ultimi due esercizi contabili.

Rientrano tra le spese e i costi ammissibili, secondo i criteri e le modalità di rendicontazione previsti dal decreto:

•  Personale dipendente e personale non dipendente impiegato nelle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

•  Strumenti e attrezzature di nuova fabbricazione, nella misura e per il periodo di utilizzo nel progetto.

•  Servizi di consulenza e prestazioni di terzi direttamente connessi alle attività di ricerca e sviluppo.

•  Acquisizione o ottenimento in licenza di risultati di ricerca, brevetti e know-how, nei limiti e alle condizioni previste.

•  Spese generali e materiali utilizzati per il progetto, riconosciuti in forma forfettaria secondo le disposizioni attuative.

Sono ammissibili unicamente i costi sostenuti nell’ambito delle unità produttive in cui viene realizzato il progetto. Le spese devono essere direttamente sostenute e pagate dal beneficiario e rispettare i criteri di imputazione e rendicontazione previsti.

La dotazione finanziaria complessiva destinata alla misura è pari a 631,02 milioni di euro. Il 40% delle risorse è destinato alle regioni del Mezzogiorno.

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di:

•  Contributo diretto alla spesa, con intensità massima pari al 50% dei costi ammissibili per la ricerca industriale e al 25% per lo sviluppo sperimentale, nel rispetto dei massimali previsti dalla normativa europea.

•  Eventuale finanziamento agevolato, richiedibile dalle imprese ammissibili, fino al 20% dei costi ammissibili del progetto e nel rispetto delle intensità massime di aiuto.

Per progetti congiunti che prevedono una collaborazione effettiva tra almeno un’impresa e uno o più Organismi di ricerca, può essere riconosciuta una maggiorazione del contributo diretto fino a 10 punti percentuali per PMI e Organismi di ricerca e fino a 5 punti percentuali per le grandi imprese, entro i limiti europei applicabili.

L’accesso all’agevolazione è subordinato alla definizione dell’Accordo per l’innovazione tra il Ministero, i proponenti e le eventuali amministrazioni pubbliche cofinanziatrici. La procedura prevede la presentazione della domanda, della scheda tecnica e del piano di sviluppo; per i progetti congiunti è richiesto anche il contratto di collaborazione.

Le domande devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica, dalle ore 10:00 alle ore 18:00 dei giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal 25 novembre 2026.